OMINI GRIGI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesca vive con gli omini grigi

 

Omini bicefali, omini in forma di Cristo, omini che si picchiano o che si pigliano a coltellate, omini Satanassi e omini dannati, omini gemelli siamesi, omini con in mano delle palline rosa che però non sono palline rosa, sono un’altra cosa, omini dentro autocubi.

Ecco. Praticamente se tu un giorno hai la fortuna di entrare nella casa di Francesca, tu le prime cose che noti sono: due piccoli cani che abbaiano, delle stoffe che scendono appese al soffitto e tantissimi omini grigi.

I piccoli cani, subito dopo che hanno capito che non sei un ladro, smettono di abbaiarti. Le stoffe appese servono a fare una cosa abbastanza pazzesca che fa Francesca in giro per il mondo.

Gli omini grigi vivono dentro la casa di Francesca.

 

Succede che la prima cosa che mi è venuta da chiedere a Francesca è stata: ma non ti mettono l’ansia tutti questi omini grigi che ti guardano, soprattutto di notte, appesi dappertutto?

Francesca mi ha detto che no, normalmente no.

Anzi, dirò di più, io penso che se mai un giorno entrasse un ladro nella casa di Francesca, penso che più che dei piccoli cani, dovrebbe aver paura degli omini, perché secondo me gli omini - i piccoli cani al limite ti mordono un alluce - gli omini grigi appesi dappertutto, il ladro, secondo me lo fanno a fette.

La seconda cosa che mi è venuta da chiedere a Francesca che vive con gli omini grigi, è stata se esistono anche delle omine grigie. Lei mi ha risposto piuttosto convinta che gli omini grigi non sono mica maschi. Allora sono femmine calve? Le ho chiesto. No, mi ha risposto.

Ecco, sulla sessualità degli omini grigi è tutto quello che so.

 

Ora dovrei fare un’analisi ed una critica artistica agli omini grigi di Francesca.

Non la farò.

Per due validi motivi: non sono un critico d’arte e, soprattutto, secondo me, gli omini grigi s’incazzano non poco se uno li tratta come delle istallazioni, dei quadri, dei “pezzi”, insomma.

Questo lo dico soprattutto ad uso e consumo dei futuri critici d’arte, che un giorno avranno la ventura di analizzare gli omini grigi di Francesca: critici d’arte state attenti. Quelli lì, gli omini, è gente sensibile. Non è che arriva tipo un Bonito Oliva, con rispetto parlando, signor Oliva, arriva un Bonito e inizia: gli omini grigi di qua, gli omini grigi di là, no.

 

Adesso, apparte Bonito, che in realtà si poteva anche evitare di tirarlo in mezzo, gli omini grigi sono delle piccole persone grigie che uno dovrebbe andare a casa di Francesca e conoscerli, presentarsi anche. Magari fare quattro chiacchiere con loro, prima di poter parlare di loro.

Io, ad esempio, qualche sera fa sono andato a casa di Francesca per mangiare delle cose molto appetitose e biologiche nel contempo, che sembra una contraddizione, ma non lo è. Comunque, sono andato non solo per nutrirmi, ma anche per conoscere gli omini grigi di persona.

Abbiamo mangiato tutti assieme e mi hanno raccontato delle storie.

Ogni omino grigio ha la sua storia.

All’inizio sembrano molto timidi. Poi però se gli chiedi e sei gentile con loro, loro ti raccontano.

Francesca è la loro mamma.

No, forse no, forse è la loro sorella.

Forse lei è un’ omina grigia anche lei. Anche se non è grigia.

In realtà le storie degli omini grigi sono le storie di Francesca.

Francesca racconta le storie degli omini grigi e gli omini grigi raccontano le storie di Francesca.

Ci sono anche storie d’amore, secondo me.

E anche storie paurose.

E anche avventurose.

Alcuni omini grigi sanno volare.

Altri si picchiano tra di loro un sacco.

Ma non credo si facciano male veramente.

 

Sono quasi certo che da qualche parte in casa di Francesca c’è un’armadio. Avete presente l’armadio di Narnia?

Ecco, secondo me se uno trova quell’armadio in casa di Francesca, uno ci può entrare ma non finisce a Narnia.

Finisce nel mondo degli omini grigi.

Perché alla fine, e concludo, io non è che ci credo fino in fondo che Francesca li fa lei a mano.

Qualcuno l’ha mai vista costruirne uno?

Secondo me no.

È dall’armadio.

Bisogna trovare l’armadio.

 

 

Guido Catalano

Gennaio 2009

Francesca Garrone Francesca Garrone Francesca Garrone

Art and Performance

FRANCESCA GARRONE